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martedì 5 luglio 2016

Italia-Germania

Euro 2016, Italia-Germania: Zaza-Pellé, che rigori imbarazzanti

I due centravanti di Conte hanno calciato dagli 11 metri in maniera grottesca, scatenando ironie e rimpianti 

 Molto della bellezza dell'Italia a Euro 2016 è stato nella sua umiltà. Nessuno è stato squadra come noi, col generale Antonio Conte a disporre da fuoriclasse di un gruppo di soldati non particolarmente dotati ma che Napoleone avrebbe voluto a capo delle sue Divisioni. Il Maestro Rino Tommasi, nelle sue mirabili telecronache di tennis, quando il terraiolo della situazione sbagliava una comoda volée a rete, commentava con un "Chiamato a giocate di tocco, rivelava le umili origini".

 Inquadrare i 18 tiri dagli undici metri di Italia-Germania in un discorso di pura tecnica calcistica è certamente riduttivo. Se anche Leo Messi, il più forte di tutti, sbaglia in finale di Coppa America, voler razionalizzare per forza può essere una forzatura. Ma anche portare avanti il discorso opposto, quello di un verdetto condizionato solo dalla fortuna, è sbagliato. 

I tiri di Simone Zaza e Graziano Pellè sono stati francamente imbarazzanti. Ai limiti del grottesco l'errore dello juventino, che era stato inserito da Conte all'ultima pausa di gioco utile, con Chiellini pronto ad accasciarsi a terra per non rischiare di far saltare il cambio. Proprio per avere uno specialista in più. Zaza, ha calciato in curva, dopo una rincorsa a passi corti oggettivamente improponibile. Non meglio è andata a Graziano Pellé, tra i migliori nei 120'. La sua mozzarella di destro è uscita e nemmeno di poco. Brutta figura, aggravata anche dalla spacconata su Neuer: il portiere tedesco è stato sfidato, mimando prima della il gesto "ti faccio il pallonetto". Ecco, forse sarebbe stato meglio così...

Più "accettabili" gli errori di Bonucci (bravo Neuer) e Darmian, che rigorista non è e mai sarà. La tensione era alle stelle: Schweinsteiger, giocatore che partite pesanti ne ha giocate parecchie, avrebbe calciato alto anche nella porta da rugby. Ma se i due uomini in lotta per la maglia da centravanti titolare dell'Italia, indossata da veri campioni nel passato, distillano la qualità evidenziata dai loro rigori, il partito di chi dice che sia stato fatto il massimo guadagna parecchi seggi.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori dell'Italia data da eurosport.it:
 
Gianluigi Buffon 7: Perché è lui a impedire che il vascello azzurro affondi; con l’Italia sotto di un gol e col morale sotto i tacchi sfodera una parata ai limiti dell’assurdo allungando oltre la traversa il sinistro disperato di Chiellini in recupero difensivo su Gomez. Autogol evitato e azzurri a ripartire verso il pareggio. Nella lotteria finale inghiotte il rigore di Muller.
Andrea Barzagli 6,5: Il filtrante di Gomez sorprende anche lui, ma in questo caso tocca elogiare il gesto tecnico dell’attaccante piuttosto che addossare colpe al difensore. Al netto di qualche lieve defiance giganteggia con il suo incedere imperiale.
Leonardo Bonucci 7: Da leader carismatico si prende la responsabilità di calciare il rigore più importante della carriera…E lo trasforma come il più consumato dei trequartisti togliendosi il lusso di battere niente meno che Manuel Neuer. Al primo rigore calciato nei tempi regolamentari in carriera. Lucida follia. Per sfortuna dell'Italia il miracolo non si ripete nella serie finale dei penalty. 
Giorgio Chiellini 7,5: Re Giorgio domina incontrastato nel regno dei palloni alti. Li calamita tutti, nessuno escluso. Prestazione superba con punte “cannavaresche” simil Dortmund 2006. Resiste anche a un fastidio al polpaccio. Highlander. (120’ Simone Zaza 5: Esecuzione davvero pessima dagli undici metri)
Alessandro Florenzi 6: Concede parecchio in fase difensiva accattivandosi le ramanzine di Conte ma compie un salvataggio pazzesco alla René Higuita sostituendosi per un attimo a Gigi Buffon; un gesto tecnico che vale quanto e più di un gol. Il gioco vale ampiamente la candela. Esce stremato dopo una ripresa con il piede costantemente pigiata sull’acceleratore (87’ Darmian 5: Ingresso sfortunato: suo l'errore decisivo dal dischetto ).
 Marco Parolo 7,5: Prestazione da Libro Cuore per il “regista per caso” Marco Parolo: si pensava dovesse patire le pene dell’inferno al cospetto dei giocolieri tedeschi, invece ha sciorinato la prestazione della vita per dispendio energetico e interpretazione del ruolo. Calma olimpica e sangue freddo.
Stefano Sturaro 6,5: Il “soldatino” di Conte non demerita affatto arando le zolle centrali del campo e incollandosi ai dirimpettai tedeschi. Per poco non pesca il jolly con rasoiata appena deviata da Boateng che termina la sua corsa a fil di palo. 
Emanuele Giaccherini 6: Abnegazione e chilometri macinati non mancano di certo, questa sera però il centrocampista del Bologna è meno lucido di altre occasioni e non riesce a incidere nei metri finali. Difficile imputargli qualcosa e nel finale trova pure il modo di trafiggere Neuer dagli undici metri tenendo vive le speranze azzurre.
Mattia De Sciglio 7: Sempre più a suo agio con l’abito azzurro, disputa un’altra recita strepitosa macinando chilometri sulla corsia di sinistra, sbrigando il doppio lavoro; quando l’opportunità si presenta, il terzino rossonero non di fa pregare e crea qualche imbarazzo a Kimmich puntandolo in velocità. Peccato solo per il giallo che gli avrebbe impedito di prender parte alla semifinale. 
Citadin Eder 6,5: Corre come un matto dall’alba al tramonto del suo match rispettando come di consueto gli ordini tattici di mister Conte. Quando spendi così tanto e ti francobolli per giunta al metronomo avversario per tenerlo a debita distanza dal vivo del match non puoi mantenere una grandiosa lucidità sottoporta perché la coperta risulta inevitabilmente corta. Esempio (107’ Lorenzo Insigne 6: Non vacilla al momento di battere dal dischetto)
Graziano Pellè 5,5: Dopo una partita estenuante e dispendiosa rovina tutto con un rigore davvero improponibile: dalla rincorsa al piattone destro finale malamente consegnato agli striscioni pubblicitari, tutto è andato per il verso sbagliato.

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