Juventus-Dinamo Zagabria
Juve-Dinamo Zagabria 2-0, Higuain e Rugani valgono il primo posto
Il Pipita e Rugani firmano il 2-0 sulla Dinamo Zagabria: i
bianconeri vincono il girone e ritrovano anche Dybala, assente da fine
ottobre
Sarà un weekend lungo in casa Juventus. Mica per il ponte, che al mondo
pallonaro interessa il giusto. Prima il derby col Toro, poi il sorteggio
degli ottavi di Champions. Che la Juve si guadagna da prima del girone,
dopo un comodo 2-0 alla Dinamo Zagabria. Dei pericoli dell’urna vi
parliamo a parte, ma nemmeno il Real riesce a battere il Dortmund. Anche
i blancos faranno parte del lotto delle terribili seconde nell’urna. Di
queste cose la Juve si è comunque preoccupata il giusto. Senza spendere
troppe energie, i bianconeri hanno giocato una buona partita, contro
una squadra oggettivamente non all’altezza della Champions League, che
ha chiuso il gruppo con l’imbarazzante bilancio di 0 punti, 0 gol fatti e
15 subiti. E che allo Stadium ha badato più che altro a evitare la
goleada.
I bianconeri, con Pjanic alle spalle di Higuain e Mandzukic, creano
palle gol da subito. I croati non hanno la tecnica o l’impatto fisico
per provare a limitarli. Svetta Rugani in mezzo alla difesa, Marchisio
gioca molti palloni. E Pjanic, libero da compiti difensivi o marcature
asfissianti, entra in 5 delle 8 conclusioni della Juve nel primo tempo.
La Juve non segna perché Higuain sbaglia un gol non impossibile in
avvio, poi Livakovic si dimostra bravo e fortunato, come quando non paga
dazio dopo un’uscita errata e una respinta difettosa su un Mandzukic in
condizione semplicemente esaltante. Il gol arriva in avvio di ripresa,
dopo una percussione da rugby di un Lemina in crescendo alla distanza,
con Higuain che non spreca il destro del vantaggio. Ai croati va
benissimo perdere di misura, la Juve inizia a pensare al derby. C’è
tempo per il 2-0 di Rugani, aiutato dal corner meraviglioso di Pjanic. E
per rivedere Paulo Dybala: 10 minuti e due gol sfiorati in attesa di
aumentare i minuti già dal derby. La Juve avrà bisogno del suo
campioncino, soprattutto in primavera.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:
Norberto Neto 6: Semi inoperoso. Nessuna parata rilevante.
Daniele Rugani 7: A suo agio in mezzo nella
difesa a tre. Timbra il primo centro in Champions. Migliora di partita
in partita, ormai un titolare aggiunto in questa Juve.
Mehdi Benatia 6: Concentrato, pulito, senza sofferenze. Nulla di impressionante, anche perché l’avversario era modesto, ma solido.
Patrice Evra 6: Attento dietro, non commette sbavature. Ormai meglio nella difesa a tre che esterno.
Juan Cuadrado 6,5: Corre come un dannato a destra.
Salta spesso l’uomo, crossa, duetta con gli attaccanti. Mezzo voto in
meno per un egoismo a volte inconcepibile.
Mario Lemina 6,5: Entra nell’azione del gol
di Higuain, si fa notare con alcune buone accelerazioni. Tecnicamente
sbaglia ancora tanto, ma la prestazione è più che sufficiente.
Claudio Marchisio 6: Ordinato, senza esagerare. Detta il ritmo alla Juventus, allarga il gioco, copre Pjanic. (Dal 73’ Stefano Sturaro s.v.).
Miralem Pjanic 6: Dietro le punte, inizia
ispirato. Poi piano piano si spegne. Nella ripresa poche iniziative da
ricordare. Suo il corner del secondo gol. (Dall’80’ Paulo Dybala 6,5: Entra con una voglia spavalda. Calcia tre volte in 10 minuti, cerca
palla, vuole ritrovare confidenza. Voto positivo per lo spirito,
nonostante il poco minutaggio).
Kwadwo Asamoah 5,5: Tanti, troppi, cross imprecisi. Le gambe non girano come dovrebbero. Se non è in condizione, risulta poco utile. Da rivedere.
Gonzalo Higuain 6,5: Un po’ appesantito, a volte
poco reattivo, ma poi gli capita un pallone vagante a centro area e lui
punisce. Dopo 418 torna al gol, il suo decimo in generale con la maglia
della Juve. La Juve ha bisogno che l’argentino sia in forma tra febbraio
e marzo. Il fiuto è sempre quello del campione.
Mario Mandzukic 7: Solito leone. Copre, rincorre,
arretra, contrasta. Un ripiegamento dietro l’altro. Un esempio, un idolo
della tifoseria, un attaccante che gioca a tutto campo in questo modo
non esiste in Europa. (Dall’84’ Hernanes s.v.).
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