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giovedì 8 dicembre 2016

Juventus-Dinamo Zagabria

Juve-Dinamo Zagabria 2-0, Higuain e Rugani valgono il primo posto

Il Pipita e Rugani firmano il 2-0 sulla Dinamo Zagabria: i bianconeri vincono il girone e ritrovano anche Dybala, assente da fine ottobre

Sarà un weekend lungo in casa Juventus. Mica per il ponte, che al mondo pallonaro interessa il giusto. Prima il derby col Toro, poi il sorteggio degli ottavi di Champions. Che la Juve si guadagna da prima del girone, dopo un comodo 2-0 alla Dinamo Zagabria. Dei pericoli dell’urna vi parliamo a parte, ma nemmeno il Real riesce a battere il Dortmund. Anche i blancos faranno parte del lotto delle terribili seconde nell’urna. Di queste cose la Juve si è comunque preoccupata il giusto. Senza spendere troppe energie, i bianconeri hanno giocato una buona partita, contro una squadra oggettivamente non all’altezza della Champions League, che ha chiuso il gruppo con l’imbarazzante bilancio di 0 punti, 0 gol fatti e 15 subiti. E che allo Stadium ha badato più che altro a evitare la goleada. 

I bianconeri, con Pjanic alle spalle di Higuain e Mandzukic, creano palle gol da subito. I croati non hanno la tecnica o l’impatto fisico per provare a limitarli. Svetta Rugani in mezzo alla difesa, Marchisio gioca molti palloni. E Pjanic, libero da compiti difensivi o marcature asfissianti, entra in 5 delle 8 conclusioni della Juve nel primo tempo. La Juve non segna perché Higuain sbaglia un gol non impossibile in avvio, poi Livakovic si dimostra bravo e fortunato, come quando non paga dazio dopo un’uscita errata e una respinta difettosa su un Mandzukic in condizione semplicemente esaltante. Il gol arriva in avvio di ripresa, dopo una percussione da rugby di un Lemina in crescendo alla distanza, con Higuain che non spreca il destro del vantaggio. Ai croati va benissimo perdere di misura, la Juve inizia a pensare al derby. C’è tempo per il 2-0 di Rugani, aiutato dal corner meraviglioso di Pjanic. E per rivedere Paulo Dybala: 10 minuti e due gol sfiorati in attesa di aumentare i minuti già dal derby. La Juve avrà bisogno del suo campioncino, soprattutto in primavera.

E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:

Norberto Neto 6: Semi inoperoso. Nessuna parata rilevante.  

Daniele Rugani 7: A suo agio in mezzo nella difesa a tre. Timbra il primo centro in Champions. Migliora di partita in partita, ormai un titolare aggiunto in questa Juve. 

Mehdi Benatia 6: Concentrato, pulito, senza sofferenze. Nulla di impressionante, anche perché l’avversario era modesto, ma solido. 

Patrice Evra 6: Attento dietro, non commette sbavature. Ormai meglio nella difesa a tre che esterno. 

Juan Cuadrado 6,5: Corre come un dannato a destra. Salta spesso l’uomo, crossa, duetta con gli attaccanti. Mezzo voto in meno per un egoismo a volte inconcepibile. 

Mario Lemina 6,5: Entra nell’azione del gol di Higuain, si fa notare con alcune buone accelerazioni. Tecnicamente sbaglia ancora tanto, ma la prestazione è più che sufficiente. 

Claudio Marchisio 6: Ordinato, senza esagerare. Detta il ritmo alla Juventus, allarga il gioco, copre Pjanic. (Dal 73’ Stefano Sturaro s.v.). 

Miralem Pjanic 6: Dietro le punte, inizia ispirato. Poi piano piano si spegne. Nella ripresa poche iniziative da ricordare. Suo il corner del secondo gol. (Dall’80’ Paulo Dybala 6,5: Entra con una voglia spavalda. Calcia tre volte in 10 minuti, cerca palla, vuole ritrovare confidenza. Voto positivo per lo spirito, nonostante il poco minutaggio). 

Kwadwo Asamoah 5,5: Tanti, troppi, cross imprecisi. Le gambe non girano come dovrebbero. Se non è in condizione, risulta poco utile. Da rivedere. 

Gonzalo Higuain 6,5: Un po’ appesantito, a volte poco reattivo, ma poi gli capita un pallone vagante a centro area e lui punisce. Dopo 418 torna al gol, il suo decimo in generale con la maglia della Juve. La Juve ha bisogno che l’argentino sia in forma tra febbraio e marzo. Il fiuto è sempre quello del campione. 

Mario Mandzukic 7: Solito leone. Copre, rincorre, arretra, contrasta. Un ripiegamento dietro l’altro. Un esempio, un idolo della tifoseria, un attaccante che gioca a tutto campo in questo modo non esiste in Europa. (Dall’84’ Hernanes s.v.).



 

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