Champions, Juventus-Tottenham 2-2: doppietta di Higuain, poi Kane ed Eriksen
Il Pipita fa e disfa: ne mette dentro due, ma sbaglia anche un rigore. Gli Spurs non mollano e completano la rimonta. Ritorno a Wembley il 7 marzo
Una partita così bella meritava un verdetto migliore per la Juventus. Il 2-2 dello Stadium col Tottenham significa una cosa: bisogna andare a vincere a Wembley contro una grande squadra, sottovalutata da molti. Da troppi. Il margine c’è: la retroguardia di Pochettino non vale neanche lontanamente il resto della squadra. Nulla di nuovo, ma di certo servirà l’impresa. Di quelle che se la fai ti danno lo slancio per andare fino in fondo. Spurs chiaramente favoriti ora, ma qualificazione da assegnare dopo altri 90’ a Londra che speriamo altrettanto belli,intensi ed emozionanti. Allegri recrimina molto, perché Higuain vede sfumare la prima tripletta in Champions, prima mancando di pochi centimetri il 3-0, poi stampando sulla traversa il rigore del 3-1. Il Pipita in Europa non è neppure fortunato: passa da eroe sicuro della serata a uomo che rischia di aver compromesso il cammino in Champions.
Grande merito di questa prima fetta di ottavo di Champions così gustosa va agli Spurs. Nessuna italiana ha la loro qualità nei piedi: chi ha mai giocato una partita del genere a Torino da quando esiste la nuova casa della Juve? Sotto 2-0 con un inizio da incubo, gli inglesi giocano il loro piacevolissimo calcio, coi magnifici tre a offrire giocate deliziose. Gli Spurs stanno anche bene fisicamente, per come portano la loro pressione alta e finiscono con gambe ancora toniche. Kane è grosso, tecnico, intelligente, fa sempre il movimento giusto. Buffon lo stoppa due volte, alla terza si arrende. Dele Alli, quando si sentirà meno PhenomenAlli (inaccettabile l’atteggiamento in marcatura sul primo gol di Higuain) ha tutto per riempire le prime pagine dei prossimi 10 anni. E non si capisce perché Eriksen, di gran lunga il migliore in campo, non abbia mai giocato nel Real, nel Barça o in un altro top club. Di contro la difesa, imbarazzante in Sanchez ed Aurier, è sempre perforabile se si salta il primo pressing. Il solo Verthongen non basta a chiudere gli spifferi. Da tenere bene a mente nel piano partita di Londra. Dove la parola gestione, tanto associata alla Juve di quest’anno, andrà messa in soffitta.
Allegri arriva alla partita fin qui più importante della stagione senza Dybala, Matuidi e Cuadrado. Due insostituibili e un’arma preziosa. Dici poco. Si presenta anche in orario, alzando di parecchio l’asticella rispetto alle prestazioni dell’ultimo mese. Dove gli avversari si chiamavano Genoa, Chievo, Atalanta, Sassuolo e Fiorentina. Pronti via ed è 2-0, col Pipita prima da copertina e poi freddo sul rigore. Il problema è il calo del centrocampo, che torna a 2 e non accadeva dal secondo tempo di Verona, in cui né Khedira né Pjanic (assist del primo gol a parte brillano). In più c’è Douglas, che ti dà in avanti (il rigore sprecato da Higuain) ma che lascia giocare Dembélé con grande agio. E se porti vicino alla porta i giocatori di Pochettino, poi la paghi. Come quando Buffon, decisivo su Kane nel primo tempo, lascia passare la punizione del 2-2 di Eriksen. Si poteva fare meglio? Forse sì. Fare meglio: sarà il leit-motiv che si riproporrà il 7 marzo a Wembley. Certamente con Dybala, forse con Matuidi.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:
Gianluigi Buffon 5: Due buoni interventi su Kane, ma anche enorme lentezza nell’uscita su cui l’attaccante degli Spurs lo aggira per il gol e la distrazione sulla punizione di Eriksen. Sistema male la barriera e fa un passo a sinistra prima del tiro. Il secondo è un errore grave e pesa.
Mattia De Sciglio 6: Uno dei meno peggio dietro. A volte timido, ma almeno concentrato. Dalla sua parte raramente si passa.
Mehdi Benatia 5: Ammonito e falloso. Soffre Kane ed esce male sul primo gol dell’inglese. Abbiamo visto Benatia nettamente migliori in questa stagione.
Giorgio Chiellini 5: Impostazione tragica, con palloni buttati in serie. Fallo al limite su Alli sanguinoso, visto che Eriksen trasforma. Serata negativa anche per lui.
Alex Sandro 5,5: 100esima con la maglia della Juventus. Tiene in gioco Kane in occasione del gol. Pecca scottante in una prova non del tutto negativa. Quando appoggia l’azione mette in difficoltà chiunque. Dovrebbe farlo più spesso.
Sami Khedira 5: Fisicamente in imbarazzo nel confronto con la brillantezza dei trequartisti del Tottenham. Paga dazio, rincorre, con lentezza e senza sfruttare le lunghe leve. Poi esce per un problema ai flessori. (Dal 66’ Rodrigo Bentancur 5,5: Entra con voglia e rischia un rosso per un fallaccio evitabile. Ha mezzi, ma ancora tanta frenesia).
Miralem Pjanic 5,5: Parte bene con l’assist sontuoso per Higuain, ma poi nella prima frazione palesa enormi difficoltà, sia in impostazione che in interdizione. Un Pjanic poco sereno e poco presente.
Federico Bernardeschi 6,5: Si procura un rigore, impegna Lloris con un sinistro dei suoi. Quando si accende, fa male. Con Higuain è tra i più pericolosi. E nel secondo tempo aiuta anche dietro.
Douglas Costa 6: Voto difficile. Alla prima accelerazione buona si procura un rigore, che Higuain non sfrutta. Alla seconda costringe Vertonghen al quasi autogol. Scintille in una prova non troppo costante (Dal 91’ Kwadwo Asamoah S.V.) .
Mario Mandzukic 5,5: Abbastanza in ombra nel primo tempo. Lavoro oscuro tanto, ma non riesce a tenere palla. Nella ripresa lotta nonostante un dolore alla gamba. Non basta per garantirgli la sufficienza. (Dal 76’ Stefano Sturaro S.V.: Quarto d’ora finale senza incidere.)
Gonzalo Higuain 7: Otto gol nelle ultime cinque partite giocate. Parte fortissimo, ma poi spreca il terzo gol due volte, una su azione (poteva essere 3-0), una su rigore (poteva essere 3-1 prima dell’intervallo). La partita però è di spessore assoluto: gioca a tutto campo, tiene su il pallone, si procura falli, apre il gioco. Il migliore della Juventus.

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