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domenica 4 novembre 2018

Juventus-Cagliari


Juventus-Cagliari 3-1: apre Dybala, chiude Cuadrado. È record di punti

I bianconeri soffrono contro la formazione di Maran ma portano a casa altri 3 punti e tornano a +6 su Napoli e Inter. Si tratta della miglior partenza di sempre in Serie A

L’Allianz Stadium, che torna finalmente a tifare dopo mille polemiche, osanna Ronaldo, si spella le mani per l’avvio folgorante di Dybala, ma alla fine dei conti deve spedire una lettera di ringraziamento in Croazia: contro il Cagliari la Juve la spunta anche a un autogol beffardo di Filip Bradaric, di professione vice-Modric. Così i bianconeri riescono a riguadagnare il vantaggio che tengono nella tormenta, senza rischiare ma senza entusiasmare, fino all’allungo finale del 3-1. Ci sono state Juventus migliori da queste parti, ma in fondo basta e avanza per rimettere tutte le rivali che ringhiano alle spalle a meno 6. E segnare il record della miglior partenza in serie A che finora era detenuto dalla Juve di Capello 2005-06.
Con lo United alla finestra e una infermeria riempita oltre misura (anche Mandzukic costretto a lasciare il ritiro per il ritorno del disordine alla caviglia) Allegri sperimenta un tridente diverso rispetto al solito, sfruttando il ritorno dell’elettricità di Douglas Costa: assieme a lui e a re Cristiano, c’è Dybala in crescita ormai verticale nel ruolo di secondo. Il movimento ossessivo tra loro è la conferma del fatto che una Juve “totale” è finalmente sbocciata: il trio non occupa ruoli prestabiliti, ma le posizioni sono interscambiabili. E all’inizio è Paulo a fare il centravanti, con un impatto folgorante sul match: già dopo quarantaquattro secondi e si esibisce in un balletto in area. Dybala la sposta a sinistra, fa venire le vertigini a Ceppitelli e Pisacane e poi riesce a calciare scivolando. Il tiro sarebbe innocente, ma prende fuori tempo Cragno, poi ci vogliono due minuti e passa di silent check per mettere il sigillo sulla regolarità dell’1-0.
Sarebbe un colpo di fucile per le ambizioni del Cagliari che, però, è davvero un’ottima squadra, una delle migliori tra quelle di mezza classifica arrivate. A dirla tutta, sfrutta anche una certa apatia bianconera pre-Champions. Statico, quasi scolastico, l’undici di Allegri produce fiammate nella difesa sarda, ma mai un vero incendio. Al contrario, la formazione di Maran è baldanzosa e manovriera, ben organizzata con le sue linee strette a centrocampo e Castro da trequartista a supportare Joao Pedro e Pavoletti: lo specialista di testa costringe Szczesny al miracolo, ma con una novità, una girata di piede. Ma è il suo compare di attacco brasiliano a trovare il pari: al 36’ Pedro arpiona un pallone difficile in area, aggira Cancelo e calcia sul primo palo. Fino a quel momento la squadra di Maran, amicone di Allegri, aveva sofferto solo sulla corsia di destra della Juve, a tratti illegale per qualità e velocità: a tratti Cancelo plana come un falco oltre la metà campo e Douglas, tornato ai suoi standard dopo le ultimi vicissitudini, è il più ispirato. Bizzarria del destino, la rete immediata del 2-1 Juve, un po’ immeritato per i bianconeri, arriva quando l’esterno mancino si sposta dall’altro lato: un suo cross affilato viene deviato in rete da Bradaric (che dopo rischia pure il rigore: tocca di mano, ma è salvato dalla Var).
Dura così solo due minuti appena il pareggio cagliaritano in un primo tempo della Juve senza bollicine: manca soprattutto Ronaldo, applauditissimo in avvio con una maglia celebrativa data dal presidente Agnelli, ma meno efficace di altre volte, anche se fa comunque tremare il palo a fine primo tempo. La solita ricerca ossessiva del gol del portoghese continua nella ripresa in cui cambia un partner in crime: accanto a lui c’è Cuadrado, un po’ troppo impreciso sul più bello, al posto di Douglas. È il secondo cambio, invece, con Alex Sandro al posto di Pjanic, a modificare leggermente la forma della Juventus: viene meno un regista tradizionale e il brasiliano diventa una mezzala fisica, soluzione spuria che può tornare utile in questa penuria di centrocampisti. Così la Juve riesce a coprire meglio il campo di fronte a un Cagliari che si dispone con un più audace 4-3-3 dopo l’ingresso di Faragò. La Juve potrebbe allungare più volte, eppure rischia parecchio prima di sfondare: nel giro di un minuto una conclusione a botta sicura di Pavoletti viene salvato da Benatia che si immola e subito dopo ecco il contropiede del 3-1. All’87’ c’è una prateria per Cristiano che non è egoista e dà il cioccolatino finale per Cuadrado.

E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:

Wojciech Szczesny 6,5: Poteva fare meglio sul gol di Joao Pedro, anche se il movimento del brasiliano è stato perfetto. Preciso in tutte le altre dinamiche: dice di no a Pavoletti che non trova il gol a un metro dalla porta.
João Cancelo 6,5: Soliti viaggi andata-ritorno sulla fascia destra. Un po’ meno puntuale in fase difensiva.
Leonardo Bonucci 6,5: Nel secondo tempo è molto bravo a chiudere le linee di passaggio dei giocatori offensivi del Cagliari. Sempre preciso in fase di impostazione.
Medhi Benatia 6,5: La giocata della partita, alla fine, è stata la sua. Grande muro su Pavoletti che a 4 dalla fine ha avuto l’occasione per il 2-2.
Mattia De Sciglio 6: Ci mette molto impegno sulla fascia, non è sempre preciso però quando si tratta di crossare.
Rodrigo Bentancur 6,5: Continua a crescere. Suo il pallone per Dybala che firma il vantaggio, semrpre presente a centrocampo.
Miralem Pjanic 6: Partita nella media, anzi qualcosa di meno. Da lui ti aspetti sempre qualcosa di superlativo, questa volta si è limitato all’ordinaria amministrazione. (dal 70’ Alex Sandro 6: Entra subito bene nella partita, ma sbaglia qualche passaggio di troppo).
Blaise Matuidi 6: Solito lavoro prezioso in fase di interdizione. Preoccupano però le sue condizioni a fine gara (dall’83’ Andrea Barzagli s.v.: Sempre presente quando chiamato a salvare il risultato).
Douglas Costa 6: Va a sprazzi. Quando calcia o accelera mette sempre in difficoltà la fase difensiva del Cagliari, ma non è costante. (dal 46’ Juan Cuadrado 6,5: Con il suo ingresso in campo, la Juventus sfrutta molto di più la fascia destra. Suo il gol che chiude definitivamente il match).
Cristiano Ronaldo 6,5: Ci mette sempre il suo zampino. Nel primo tempo è sfortunato con un palo pieno, nella ripresa suo l’assist che chiude la partita.
Paulo Dybala 6,5: Pronti, via e segna subito il gol del vantaggio con una grande giocata. Nel primo tempo si muove bene, cala un po’ alla distanza.


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