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domenica 14 febbraio 2016

Juventus-Napoli

La Juve supera il Napoli con una prodezza di Zaza, infila la quindicesima vittoria consecutiva ed è prima, da sola, in testa alla classifica.
Ci sono volute venticinque partite, quindici di queste vinte una in fila all’altra. Sono serviti lavoro, convinzione, crescita dei singoli e collettiva. Ma ora la Juve è tornata a casa: lassù, in cima alla classifica. Da sola. Per farlo ha dovuto battere un Napoli tosto e per riuscirci si affidata a quello che forse è il più tosto dei suoi uomini. Simone Zaza decide la gara con una giocata in cui c’è tutto: la classe e la potenza del campione, il folle coraggio di cercare un tiro impossibile, la voglia rabbiosa di vincere.
Solo una simile prodezza poteva sbloccare la partita, perché è vero che si affrontano i due migliori reparti offensivi del campionato, ma anche le migliori difese e per quasi tutta la partita sono queste a dettare legge. La Juve è schierata con un inedito 4-4-2 e all’inizio, prendendo le misure, concede libertà di manovra al Napoli che tenendo Callejon e Insigne più arretrati, può contare su un uomo in più a centrocampo e recupera palla più facilmente. Quando i bianconeri trovano più confidenza con le posizioni però, iniziano a prendere campo e Cuadrado, tra i più attivi, arriva al tiro dal vertice destro dell’area, trovando Reina piazzato.
È di Pogba il secondo tentativo, direttamente da calcio piazzato. La conclusione, da venticinque metri, termina non lontano dall’incrocio. Higuain viene controllato perfettamente, ma con uno come lui basta una minima distrazione per correre rischi. E al 35′, quando l’argentino trova lo spazio per inserirsi in area e arrivare sul cross di Callejon, serve un prodigioso intervento di Bonucci in spaccata per anticiparlo. Il pallone termina in angolo e proprio sulla battuta del corner, arriva la prima di parata di Buffon, fenomenale nel respingere la conclusione da due passi di Albiol.
Il capitano ha il suo da fare anche per respingere un tiro cross di Insigne dopo pochi secondi della ripresa, che inizia con più vivacità rispetto al primo tempo. Dopo cinque minuti è Evra ad avere il pallone buono sul destro, dopo la sponda di Khedira, ma da centro area spara alle stelle. Subito dopo Bonucci, dolorante già da parecchio, in seguito a un contrasto fortuito con Khedira nel primo tempo, lascia il posto a Rugani, quindi tocca a Zaza rilevare Morata.
Quando la Juve aumenta il ritmo arriva a spaventare gli avversari con Dybala, che calcia sopra la traversa un invitante assist di Pogba, ma per lunghi tratti è il Napoli a tenere palla. Si tratta di un palleggio sterile, che la squadra di Allegri permette con la chiara intenzione di sfruttare le ripartenze. I partenopei però ne concedono ben poche e provano a colpire con due conclusioni da lontano di Hamsik e Higuain, entrambe a lato.
Negli ultimi minuti Allegri richiama Dybala e manda in campo Alex Sandro, passando al 4-5-1 e mai mossa fu più azzeccata: dopo due minuti è proprio il brasiliano a staccare tra due avversari, tenendo vivo un pallone che sembrava ormai perso e permettendo a Evra di appoggiare a Zaza. L’azione pare innocua. Pare, appunto: l’attaccante lucano controlla, si prende di forza lo spazio per il tiro e dal limite spara un sinistro violento, angolato, bellissimo, imparabile.
È il delirio. Lo Stadium impazzisce e la Juve vola in vetta da sola. Bentornata a casa, Signora.
 
E ora le pagelle dei singoli calciatori date da eurosport.com:
Gianluigi Buffon 6: La parata più bella, con uno strepitoso riflesso, la estrae su Albiol a gioco fermo.
Stephan Lichsteiner 6: Blinda la corsia senza rischi, costringendo Ghoulam a un ripiegamento speculare da Napoli “alla Benitez”. Da segnalare un solo ritardo di raddoppio su Insigne a una manciata di secondi da inizio ripresa.
Andrea Barzagli 7: Sale sui ring dei pesi massimi contro Higuain e il Pipita, fermato da Bonucci sull’occasione da gol più netta a favore del Napoli, raccoglie le briciole. Monumentale.
Leonardo Bonucci 6,5: Investito da Khedira in avvio, miracoloso in anticipo acrobatico su Higuain, ed è la giocata forse più bella del match, prima della resa al dolore del ginocchio destro.
Dal 52’ Daniele Rogani 6: Debutta al cospetto del suo maestro coadiuvando un gigantesco Barzagli: insegnamenti vecchi e nuovi, botti di ferro per l’astro nascente e più brillante fra i giovani difensori italiani.
Patrice Evra 6,5: Fra gli esterni schierati in campo, tutti lecitamente preoccupati dalle consegne difensive, è quello che spinge di più ricacciando “le malelingue” che volevano Alex Sandro titolare.
Juan Cuadrado 6,5:  Calcia per primo in porta, ma da posizione molto defilata, per sporcare i guanti di Reina; punge nello stretto, scarica di prima, pressa fra le linee. Positivissimo.
Sami Khedira 7:  Recuperato in extremis e schierato a sorpresa dal primo minuto, capiamo prestissimo il perché: il tedesco occupa e attacca tutti gli spazi, permettendo alla Juve lo sviluppo permanente del gioco.
Claudio Marchisio 6: Un po’ impreciso tra le fasi nel primo tempo, rimedia con un’entrataccia su Mertens all’ultimo errore d’impostazione.
Paul Pogba 6,5: Spaventa Reina con un fendente su punizione: vivace nel primo tempo tra fraseggi nello stretto e soluzioni vanitose, manda in tilt Hysaj nella ripresa confezionando da protagonista “in climax” la quindicesima perla bianconera.
Alvaro Morata 5,5:  Le cose migliori le fa di sponda, però non calcia mai in porta: ruvido in avvio su Callejon,mostra subito una certa insofferenza defilandosi prima dell’ora di gioco.
Dal 58’ Simone Zaza 7: Seduto al riparo della barricata, legge il Manuale del buon soldato. Schierato in prima linea, fa breccia con l’esattezza di un cecchino. Match winner, miglior dodicesimo uomo del nostro campionato.
Paulo Dybala 6: Fallisce sopra la traversa la migliore occasione, gol escluso, della partita ma a prescindere dalla rete di Zaza, non è un grave errore anche perché, impegnato in ripiego su Jorginho, da quelle parti ci arriva un po’ a fiato corto. Il cambio finale con Alex Sandro poi è diventato una specie di portafortuna… E il brasiliano ha parte attiva e determinante sul gol partita. Dall’87’ Alex Sandro s.v.

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