Coppa Italia, Juve-Atalanta 3-2: bianconeri ai quarti
Finisce 3-2 allo Stadium: gol dell'argentino, Mandzukic e Pjanic su rigore. La squadra di Gasp gioca una buona ripresa e segna con Konko e Latte. Rientra Bonucci nel finale
Avanti soffrendo fino alla fine, ma quello che conta è il risultato. La Juventus piega la resistenza di un'Atalanta mai doma (e molto meno rinunciataria rispetto al campionato) battendola 3-2 e si qualifica per i quarti di finale, dove troverà la vincente tra Milan e Torino. Bianconeri ancora in corsa su tutti i fronti e sempre imbattibili in casa. In vetrina soprattutto Dybala e Pjanic, ma anche i giovani di Gasperini non hanno demeritato: coraggio e spregiudicatezza che possono portare lontano.
Allegri fa turnover dove può, lanciando Rincon dal primo minuto, con Hernanes in regia e Marchisio nel vecchio ruolo di mezzala; in difesa scelte praticamente obbligate (Chiellini squalificato, Bonucci appena rientrato dall'infortunio, Alex Sandro ancora fermo ed Evra non convocato per questioni di mercato), in attacco Mandzukic punta centrale con Dybala e Pjanic alle spalle. L'Atalanta orfana di Kessie (Coppa d'Africa) e Gagliardini (appena ceduto all'Inter) si presenta con una formazione poco rimaneggiata: a parte il Papu Gomez e i due centrocampisti, ci sono tutti i titolari. La Juve inizia soffrendo, perché l'Atalanta chiude bene tutti gli spazi e non le concede poche volte di entrare in area di rigore, però quando ci riesce è pericolosa: al 15' cross di Lichtsteiner per Mandzukic, che approfitta del liscio di Caldara e di pancia mette il pallone sul palo. Tre minuti dopo i bianconeri reclamano un calcio di rigore per un intervento di Toloi su Dybala. L'arbitro non lo concede, così Paulo decide di crearsi da solo l'occasione del vantaggio: sponda di testa di Mandzukic e sinistro al volo dell'argentino, che dopo il penalty realizzato domenica con il Bologna è tornato a segnare anche su azione. Paulo è in giornata di grazia e alla Juve basta un altro quarto d'ora per raddoppiare: l'argentino si veste da assistman e al 33' regala a Mandzukic un cioccolatino che vale il 2-0. Anche il croato è in forma e non fa rimpiangere Higuain, però prima dell'intervallo si divora la doppietta ciccando la sfera su imbeccata di Pjanic.
Nel secondo tempo arriva finalmente il momento di Marko Pjaca, che torna in campo dopo tre mesi abbondanti e un brutto infortunio. Il croato sostituisce Dybala e fa subito vedere buone cose, però è l'Atalanta a spaventare la Juve a metà ripresa con il tiro-jolly di Konko. Così la squadra di Gasperini torna in partita e non s'arrende neanche dopo il 3-1 su rigore di Pjanic (rigore concesso per fallo di D'Alessandro su Lichtsteiner). I ragazzi terribili di Gasp trovano il 3-2 al 35' con Latte Lath, classe '99, mandato in campo nel secondo tempo al posto di Grassi: l'invoriano, spregiudicato e deciso, costringe la Juve a soffrire fino all'ultimo. E si prende la soddisfazione di segnare allo Stadium.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:
Norberto Neto 6: Fondamentale nel finale sul sinistro velenoso di Petagna, ma a dir poco svagato in un paio di occasioni.
Stephan Lichtsteiner 7: E’ vero, sbaglia sul gol di
Latth, ma è uno dei migliori della Juventus per determinazione e
qualità negli inserimenti sulla destra. Furia.
Andrea Barzagli 6,5: Governa con maestria la retroguardia bianconera e non ha colpe sui gol incassati.
Daniele Rugani 6: FIdo scudiero del veterano Barzagli, attento in marcatura e immune da sbavature.
Kwadwo Asamoah 5,5: Bene nella fase iniziale, uno dei più in difficoltà nel finale.
Tomas Rincon 6,5: Fenomenale in interdizione, si propone con successo in avanti. Sembra già a suo agio negli schemi di Allegri.
Claudio Marchisio 6,5: Un gigante in mezzo al campo, sprizza classe ad ogni tocco. Risparmiato dopo 45 minuti. Smoking bianco (46’ Stefano Sturaro 5,5: Soffre la fisicità del centrocampo della Dea nella seconda frazione).
Miralem Pjanic 6: A intermittenza. Alterna grandi giocate a
qualche pausa. Ma quando si accende illumina la scena. (83’ Leonardo Bonucci s.v.)
Hernanes 5,5: Parte discretamente, ma nell’economia del suo voto pesano i tanti errori in fase di impostazione.
Paulo Dybala 7,5: Torna a fare il fenomeno,
ammesso e non concesso che avesse mai smesso. Saetta di rara bellezza e
potenza dal limite, assist da playstation a Mandzukic e numeri sparsi
d’alta scuola. Il Messi del calcio italiano. (62’ Marko Pjaca 6: D’incoraggiamento. La condizione è ancora lontana, ma i crismi del fuoriclasse sono evidenti).
Mario Mandzukic 6: Impeccabile sull’innesco di Dybala, ma quel pallone divorato nel finale di primo parziale grida ancora vendetta.

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