Simply 6

venerdì 19 maggio 2017

Juventus-Lazio

Coppa Italia, Juve-Lazio 2-0: gol di Dani Alves e Bonucci, storico tris bianconero

Alex Sandro ispira i gol di Dani Alves (stupendo) e Bonucci nel primo tempo. Per i biancocelesti palo di Keita in avvio e poco altro

Tripletta chiama triplete. In attesa di poter urlare la parola proibita, la Juventus vince la Coppa Italia 2017. Trionfano loro, sempre loro: come nel 2015 e nel 2016, per la terza volta di fila. Allegri e i suoi ragazzi riscrivono la storia di un torneo che portava già il marchio bianconero nell'albo d'oro: le vittorie sono 12, meglio di chiunque altro, ma la tripletta di successi consecutivi sono un record assoluto. All’Olimpico, contro la Lazio finisce 2-0: la prima casella di una stagione che può diventare leggendaria si è riempita in 45 minuti: decidono i gol di Dani Alves al 12’ e Bonucci al 25’. 

Perché se hai due tra i più forti terzini al mondo, se non i più forti, puoi permetterti anche di azzannare una finale da grandissima anche se non hai a disposizione i titolarissimi della mediana. Il gol dell’1-0 nasce così, un ventaglio perfetto da Alex Sandro a Dani Alves, con l’ex Barça ancora implacabile: gol al volo, meno bello ma più pesante di quello al Monaco. Al brasiliano, due gol in campionato e altri due in Champions, mancava un sigillo anche in Coppa Italia: eccovi serviti. E non è casuale che proprio in questa fase della stagione, con Barzagli a coprirgli le spalle e Cuadrado ad aspettare in panchina, Alves sia diventato incontenibile: altra mossa azzeccata da Allegri. Alex Sandro pennella e “macchia” pure, quando serve, come quel pallone toccato appena il giusto per mandarlo dalle parti di Bonucci (senza maglie blu tra i piedi: dov’erano?) per il 2-0. I terzini spaccano, ma nel mezzo del primo tempo c’è una Juve che torna dominatrice assoluta come ci ha abituato a vederla in Italia: tra i due gol della banda Allegri è una pioggia di palle gol bianconere, che solo l’istinto di Strakosha riescono a neutralizzare. Qualità mostruosa e fisicità debordante, più spinta sulle fasce: la notte bianconera si illumina, la Lazio dovrebbe provare a rimontare ma finisce per abbassarsi senza trovare spunti e tempi giusti per ripartire. 

Alla vigilia, capitan Biglia aveva parlato di approccio da non fallire: l’intonazione all’orchestra di Inzaghi prova a darla subito il primo violino Keita col palo che grazia Neto al 6’ (il passante sulla sinistra di Milinkovic è da applausi, il tocco di Barzagli che sporca il tiro è provvidenziale), ma è nei minuti successivi che la Lazio stecca. La bandiera bianca alzata da Parolo dopo 20’ è un brutto colpo per un centrocampo che perde qualità, il cambio con Radu è la toppa per provare ad arginare Dani Alves ma serve a poco in fase di costruzione. Lo stesso Biglia, proprio lui che di finali ne ha perse fin troppe e dovrebbe avere il diavolo in corpo, manca di idee e di coraggio: quando De Vrij prova a dare la scossa da difensore-play, è più efficace di lui. I cambi giusti, Inzaghi li fa nella ripresa e sembra già tardissimo, dopo così tanta supremazia juventina. Felipe Anderson e Luis Alberto spaventano la curva bianconera, ma nel frattempo Dybala e compagni hanno preso in mano il telecomando del match, alzano e abbassano il volume quando vogliono loro. Lo rimettono su, più forte che mai, quando il primo trofeo è ufficialmente conquistato, e all’Olimpico si sente solo un coro: “Ce ne andiamo a Cardiff!”

E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:

Norberto Neto 6,5: Sul palo di Keita ha la mobilità di un palombaro, poi si riscatta con due salvataggi autentici su Felipe Anderson prima e su Immobile poi, con un riflesso grandioso. 

Andrea Barzagli 6: Soffre un po’ Keita, respira quando passa Immobile dalle sue parti. È comunque provvidenziale la sua micro-deviazione sul palo iniziale di Keita.
Leonardo Bonucci 7: Segna il raddoppio che manda in archivio la pratica, in difesa il compito contro Immobile è molto più agevole rispetto alle previsioni.
Giorgio Chiellini 7: Grande partita, niente da dire. Riesce sempre a prendere il tempo al diretto avversario, si concede una licenza poetica provando un sinistro da casa sua. Pulito e preciso, chiude tutti gli spazi.
Alex Sandro 7,5: Mette lo zampino in entrambi i gol: cross perfetto per l’altro esterno Dani Alves, spizzata di testa per il raddoppio di Bonucci. In difesa non lo superano mai, sulla fascia è un trattore. 
Claudio Marchisio 6: Sembra a corto di fiato a tratti, sbaglia qualche apertura per i compagni: non una partita indimenticabile, sufficiente a portare a casa la pagnotta. Non è ancora tornato ai suoi livelli, gioca troppo elementare e non sembra sicuro.
Tomas Rincon 6: Il meno propositivo e preciso dei suoi, rimane comunque a galla. Lavora di interdizione, non brilla in altri settori.
Dani Alves 8: Sempre lui, ancora lui: l’uomo più in forma della Juventus segna il vantaggio, ridicolizza Lulic, ispira ed inventa. Immarcabile, decisivo quando serve: ad inizio stagione, chi l’avrebbe mai detto?
Paulo Dybala 6,5: A tratti ingiocabile, a volte si incaponisce perché cerca sempre un tocco o un dribbling in più dimenticandosi di calciare (dal 78' Mario Lemina s.v.).
Mario Mandzukic 6: Molto stanco, lo si nota fin da subito: non si tira mai indietro nella lotta fino all'ultimo minuto, perché fa parte della sua indole, ma è allo stesso tempo un po’ più impreciso del solito.
Gonzalo Higuain 6: Vince il suo primo titolo con la Juventus, mangiandosi un paio di occasioni. Lavora molto per la squadra, si sacrifica anche in ripiegamento, è meno letale del consueto.
 

 

Nessun commento:

Posta un commento