Champions, Siviglia-Juve 1-3: gol di Pareja, Marchisio, Bonucci e Mandzukic
Il rigore di Marchisio dopo il rosso a Vazquez, Bonucci e Mandzukic ribaltano la rete di Pareja: Juve già qualificata
Curioso il destino della Juve. I
bianconeri stanno già indirizzando il campionato a novembre. E in
Champions, prima dell'impresa di stasera a Siviglia, non avevano mai
sbracato. Pur senza incantare. Eppure in molti storcevano il naso
davanti al cammino dei bianconeri. Ora il 3-1 di Siviglia può accendere
definitivamente la stagione: Allegri va agli ottavi, specialità della
casa, con un turno di anticipo. E basterà battere la Dinamo Zagabria,
non esattamente il Barcellona di Pep, per chiudere primi nel girone H.
E' un successo di grande spessore
quello della Juve. Da grande squadra. Conquistato più di sciabola che di
fioretto. I bianconeri vanno sotto in avvio di partita, e in una
ripresa giocata con l'uomo in più (rosso a Vazquez al 36') ribaltano il
risultato con Bonucci, uomo da gol pesantissimi. E pazienza se la
qualità mostrata, al netto delle assenze, non è proprio quella che
dovrebbe esibire una squadra con simili valori. Resta l'impresa. Su un
campo tra i più difficili della competizione.
Parte male la gara della Juve, che presenta un 4-3-3 con Sandro e
Cuadrado a sostegno di Mandzukic. Pareja, difensore che non segnava da
quasi 2 anni (3 gennaio 2015), pesca il jolly sotto forma di destro al
volo dal limite. Buffon non può arrivarci. La Juve fatica, sente la
botta. Mandzukic è rifornito poco e male, lui ci mette del suo
sbagliando un pari non impossibile. La partita è molto diversa da quella
di un anno fa, quando Morata e Dybala sprecarono l'inverosimile. Gli
andalusi difendono alla grande, non è un caso che non abbiano mai preso
gol in Europa.
Una mano alla Juve la dà Vazquez, guadagnandosi un secondo giallo tanto
evidente quanto inutile e sciocco. Partita ancora più chiara: Siviglia
dietro e Juve che fatica a esprimere gioco contro una squadra che su
180' con la Juve ne ha esibiti 160' di catenaccio. Ma il Siviglia è in
vena di regali: Mercado trattiene Bonucci in area, Clattenburg decide
per il rigore, scelta che fa imbizzarrire gli spagnoli ma che ci sta,
regolamento alla mano. Anche se non tutti i contatti di questa entità
in area vengono sanzionati.
Per il Siviglia l'1-1 vuol dire primo posto: Sampaoli, tarantolato fino a
meritarsi l'espulsione, organizza due linee strettissime nel 4-4-1.
Rico non para mai, perché i suoi difensori non danno mai spazi. Pjanic
sbaglia troppi palloni per i piedi che ha, Alex Sandro e Cuadrado
faticano a rendere scintillanti prestazioni comunque positive. Il
Siviglia però cala fisicamente e chiude troppo schiacciato, punito dal
sinistro di Bonucci. L'uomo dalla personalità da dichiarare alla dogana
da quanto è immensa. E'impresa, nobilitata dal bel 3-1 di Mandzukic
(quarto gol stagionale, primo in Champions) nel recupero dopo qualche
mischia di troppo.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:
Gianluigi Buffon 6: Inizialmente sul gol aveva dato la
sensazione di poter fare qualcosa in più, ma dal replay si vede come il
tiro sia davvero sbucato dal nulla. Incolpevole.
Dani Alves 5,5: Spinge poco perché evidentemente le direttive son quelle. Così, però, è un giocatore che prende ancor meno senso.
Leonardo Bonucci 7: E’ l’uomo copertina, la
presenza, il giocatore che leva ancora una volta le castagne dal fuoco.
Un pezzo unico perché difensori così, in giro per l’Europa, non ce ne
sono. Il suo gol vale qualificazione e con ogni probabilità primo posto
nel girone. Più uomo partita di così, non si può.
Daniele Rugani 6,5: Buonissima prestazione a
fianco di Bonucci, specie nel primo tempo quando la Juve è sotto e in
11 contro 11 è tutt’altro che brillante. In crescita.
Patrice Evra 6: Esattamente come Alves ha stasera
evidentemente dei compiti di minor impatto dal punto di vista offensivo.
Non brilla quindi, ma dal suo lato né Mariano Ferrerira né Iborra creano problemi. Dal 74’ Stefano Sturaro 6: Un quarto d’ora senza incidere ma nemmeno senza far danni. Scolastico.
Sami Khedira 5,5: Lento. In mezzo al campo è
sempre controllato da uno N’Zonzi che domina fisicamente – e non solo –
su tutto il centrocampo bianconero.
Claudio Marchisio 5,5: Che sofferenza per
Marchisio, ancora lontano dalla miglior forma e che contro un Siviglia
super dinamico e super preparato dal punto di vista tattico non gli
lascia grande spazio per la manovra.
Miralem Pjanic 4,5: Questo è un giocatore che in
una squadra che non si muove – come è la Juventus di Allegri in questa
stagione – non ha alcun senso di esistere. Così non è esaltato nelle sue
caratteristiche, ma è anzi un peso all’interno di un reparto dove dal
punto di vista fisico non può certo creare cose dal nulla come faceva Pogba.
O la Juventus si mette a giocare a calcio con dei precisi movimenti
senza palla, o Pjanic continuerà con questo tipo di prestazioni. Che sia
più colpa sua o dell'allenatore, poi, a voi giudicarlo. Dall’84’ Moise Kean: S.V.
Juan Cuadrado 6,5: L’unica nota positiva della
Juventus insieme all’opposto Alex Sandro e a Bonucci. Lotta e ci prova
anche stasera, dove nel primo tempo è sul serio l’unico a salvarsi. Il
rischio è però che gli avversari hanno iniziato a capire che i pericoli
della Juventus nascono tutti da qui. Dall’86’ Giorgio Chiellini: S.V.
Mario Mandzukic 5,5: Non può certo salvarlo un gol
inutile mezzo secondo prima del triplice fischio. Mandzukic gioca una
partita ampiamente insufficiente, tenendo su poco la palla e non facendo
quasi mai alcun tipo di movimento. Il mezzo voto in più solo per aver
timbrato il cartellino.
Alex Sandro 6,5: Senza il gol di Bonucci sarebbe stato
probabilmente lui il migliore in campo della Juventus. Spinta,
dinamismo, voglia di creare superiorità numerica in una squadra senza
idee. Certezza.

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