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giovedì 3 novembre 2016

Juventus-Lione

Champions, Juve-Lione 1-1. Higuain sblocca su rigore, pari di Tolisso

Il Pipita apre dal dischetto al 13', la squadra di Allegri prova a controllare il vantaggio ma soffre nella ripresa. E all'85' la mezzala francese trova il pareggio. Qualificazione rinviata

Una dormita e svanisce tutto. Non è un sonno che cancella la stanchezza, ma gli sforzi. Non è un riposo pieno di sogni, ma che ripropone qualche spettro: quello per esempio del secondo posto nel girone (ancora da conquistare, peraltro), con i suoi annessi di avversari enormi negli ottavi. Il sonnellino che colpisce la Juve arriva al minuto 84, su una punizione di Ghezzal: Tolisso stacca in area piccola fra due compagni, mentre la linea juventina sbaglia il fuorigioco. Uno a uno, Lione ancora in corsa, seppur a -4. Ma soprattutto svanisce in un colpo la qualificazione con due turni di anticipo, la difesa imbattuta, la sicurezza di aver trovato qualche soluzione in più. Perde importanza il 100° gol italiano di Higuain, se ne va il Siviglia (10 punti), ci si preoccupa per l’infortunio di Bonucci. 

Partita contraddittoria, quella bianconera, con alcuni segnali positivi nel primo tempo, e poi un calo improvviso e visibile nella ripresa, chiusa con una fuga di Lacazette che avrebbe potuto fare anche danni maggiori. Allegri prima gongola: ha ritrovato il "regista" Marchisio, ha trovato una valida alternativa per il centrocampo in Sturaro, ha varato in Europa la difesa a 4, continuando a non prendere gol. Poi vede i suoi perdere il pallino del gioco e metri di terreno e prova a correre ai ripari: fuori Pjanic, ancora giù, pure da trequartista (sarà una questione di posizione, poi?), ritorno al 3-5-2, dentro le frecce Alex Sandro e Cuadrado. Ma la Juve non c’è più.

I francesi si erano presentati per primi al tiro, con Rybus (resterà l’unica parata di Buffon) e confermano di avere ottime individualità davanti, con Ghezzal che fa impazzire Evra. Dietro, però, soffrono: Diakhaby al 12’ atterra goffamente Sturaro in area, servito da Higuain, mandando proprio Gonzalo alla prova del dischetto (non una specialità): portiere spiazzato. Dopo l’1-0 la Juve ha le occasioni migliori, con un palo scheggiato da Marchisio e due occasioni sfruttate male dal numero 9 e da Mandzukic (nella ripresa). Poi piano piano Lacazette e compagni prendono fiducia, serve una chiusura delle sue di Barzagli per evitare il pari a metà ripresa, le corse in pressing di Mandzukic si fanno meno frequenti e efficaci, dietro si balla, a tre o a quattro.

Due anni fa Allegri passò dalla difesa a tre al modulo a quattro nella quarta partita del girone, con l’Olympiacos. Allora la situazione era molto più in salita di oggi, ma la Juve poi arrivò in finale. Stasera per la quarta di Champions fa la stessa cosa (4-3-1-2). La mossa ha l’effetto di aggiungere un uomo in mezzo a centrocampo: il reparto risulta così più compatto e attivo, anche perché Marchisio dà altri giri rispetto ad Hernanes, e perché l’aggiunta è Sturaro, che interpreta il match con la solita "garra", caratteristica non sempre presente nei compagni di reparto. L’idea sarebbe anche quella di liberare Pjanic e quindi vederlo al suo meglio: in realtà il bosniaco fatica ancora a farsi trovare. Un problema da risolvere, per il futuro, così come la tenuta atletica e psicologica. La qualificazione resta a un passo, il primo posto un po’ più lontano. Così come le certezze sulla squadra.

E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:

Gianluigi Buffon 6: Reattivo subito su Rybus. Poi non ha troppo lavoro da fare. Resta qualche perplessità sull’uscita in occasione del gol di Tolisso. Poteva fare meglio?
Dani Alves 5,5: Si distrae subito e per poco Rybus non buca Buffon. Poi prende le misure e inizia a macinare discese offensive. Il problema è che sbaglia ancora troppo per eccesso di zelo (13 possessi persi).
Andrea Barzagli 6,5: Uomo ovunque. Si immola, salta, chiude, riparte e nel finale imposta. Gli perdoniamo anche l’errore nel recupero, perché poi si fa 30 metri con Lacazette e gli sporca il tiro in corner. Senza di lui la Juventus avrebbe rischiato grosso stasera. (Tolisso nel gol non lo perde lui, perché parte da dietro).
Leonardo Bonucci 6,5: Dietro accorto e deciso. Un lancio sublime nel secondo tempo, diverse chiusure aeree. Positivo e sostituito solo per un problema muscolare. (Dal 68’ Medhi Benatia 6: Entra per difendere e ha subito tanto lavoro. Incolpevole sul gol).
Patrice Evra 5,5: Ghezzal,che va a velocità doppia rispetto a lui, spesso lo punta. Lui se la cava, faticando però nelle letture sui cambi di gioco. Qualche errore di troppo nei passaggi (21 palloni persi).
Sami Khedira 5: No, non ci siamo. Sbaglia in impostazione, sbaglia in appoggio, non si inserisce con i tempi giusti. Nella ripresa arranca, quasi sfiancato. Ok la poca abitudine a giocare così tante gare ravvicinate, ma se non è in condizione non va fatto giocare.
Claudio Marchisio 6,5: Nel primo tempo è splendido, sfiora il gol con un destro violento da fuori. E infatti finchè dura lui, la Juventus gestisce bene il match. Come cala, si spegne la luce. Urge recuperarlo totalmente, urge per Allegri sperare che presto abbia una condizione accettabile almeno per 70/80 minuti e non per un tempo come oggi.
Stefano Sturaro 5,5: Si procura il rigore del vantaggio, ok. Poi le qualità tecniche lo tradiscono: perde nove palloni e ne recupera solo due. Da un suo errore nasce una ripartenza pericolosissima del Lione nella ripresa. Non al top.
Miralem Pjanic 5,5: Il 4-3-1-2 dovrebbe essere disegnato per esaltarne le doti. In realtà fatica a trovare spazi e idee. Una buona sponda per Mandzukic, poco altro. Non siamo ancora ai livelli cui aveva abituato tutti nelle stagioni alla Roma. (Dal 68’ Alex Sandro 5,5: Impatto ottimo nel match, ma è lui a tenere in gioco Tolisso in occasione del gol. Errore grave).
Gonzalo Higuain 6: Volenteroso, a tutto campo, quasi come Dybala. Innesca l’azione del rigore, trasforma dal dischetto. Poi, forse appannato per il tanto lavoro, si divora il raddoppio. Uno sbaglio che alla fine pesa. Nella ripresa cala, ma l’abnegazione nel giocare con Mandzukic è lodevole. (Dal 82’ Juan Cuadrado s.v.).
Mario Mandzukic 6,5: Solito leader. Solito combattente. Pressa, manda in porta Higuain, si avventa su ogni pallone, salta a difendere nei corner avversari. Generosità lodevole, imprecisione nell’occasione buona.

 

 

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