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domenica 21 ottobre 2018

Juventus-Genoa



Serie A, Juventus-Genoa: 1-1. Gol di Ronaldo e Bessa

Apre Ronaldo, pareggia Bessa: dopo otto vittorie di fila i bianconeri si fermano contro la formazione di Juric. Nella ripresa Allegri mette Dybala e Bernardeschi, ma la vittoria non arriva

I bimbi possono portare a casa un insegnamento prezioso. I piccoli delle scuole calcio che hanno colorato l’Allianz nella curva che l’ultima volta vomitava insulti adesso lo sanno: in questo gioco (e nella vita) niente è mai scontato, neppure se c’è un alieno nella tua squadra. Hanno visto da vicino Cristiano Ronaldo accendere la magia come nelle favole, ma hanno visto pure la Juve buttarsi via perché convinta di averla vinta già all’intervallo. Poco cinismo davanti, una grave disattenzione dietro ed ecco spiegato questo 1-1 che ferma la cavalcata. Contro il Genoa non è arrivata la nona vittoria consecutiva di Allegri, un delitto in una partita dominata e con un Cristiano ispirato.

Prima della ripresa globalmente sottotono e dell’harakiri, Ronaldo aveva mostrato ai suoi baby tifosi un vastissimo repertorio oltre il gol: non un appoggio sbagliato, non uno scatto fine a se stesso o una apertura inutile. Cristiano è così, mai banale, squilibrante pure nelle cose facili: non basta, però, se non si dà il morso finale alla preda. E così perde valore pure il suo ennesimo record: nel primo tempo, dopo aver fatto tremare il palo con una testata, con un gol facile facile il portoghese è diventato il primo a segnare 400 gol nei top campionati europei (oltre ai 5 bianconeri, 311 spagnoli e 84 inglesi).

Sul tiro ribattuto di Cancelo e su incertezza del portiere Radu, la palla dell’1-0 è finita sul suo piede. A mancarlo, guarda tu i casi della vita, c’era proprio Piatek. Il capocannoniere, troppo solo a battagliare con i colossi della difesa, ha perso la sfida con un rivale di ben altro blasone. Si è fermato un turno, niente gol per la prima volta da quando veste rossoblu, eppure nella ripresa è cresciuto con tutta la truppa. Il gol di Bessa è, infatti, un premio, forse esagerato, per un secondo tempo coraggioso. Prima il Genoa aveva organizzato soprattutto difesa e timidi contropiedi: Juric, al suo rientro, ha piazzato come pilastro difensivo nel 3-5-2 Cristian Romero, argentino classe 1998 al debutto e in difficoltà contro Cristiano. Non quanto i suoi terzini di fronte alla velocità di Cancelo, signore del primo tempo, e di Alex Sandro, più in palla nella ripresa.

Le scelte a sorpresa di Allegri, invece, sono state due, la prima in alto a destra e la seconda attorno al braccio di Bonucci. Cuadrado, di ritorno dal Sud America, si è posizionato accanto a CR7 e Mandzukic e i riccioli si sono dimostrati più vivaci delle ultime volte (malissimo Douglas Costa quando è entrato al suo posto). Leo, invece, è stato scelto come capitano vista l’assenza del sodale Chiellini, più Khedira e Dybala, ed è il segno di riappacificazione finale con il pianeta Juve: l’ultima fascia con la Signora risaliva al 6 maggio 2017, proprio qui all’Allianz, nel derby finito 1-1 contro il Torino.

Bonucci ha guidato i suoi con autorevolezza, prima di addormentarsi con l’intero reparto, soprattutto Alex Sandro, a metà secondo tempo: tutti convinti che una palla innocua stesse per morire in calcio d’angolo e invece Kouamè ha avuto il tempo di tenerla, crossare indisturbato e Bessa ha staccato comodo. Imperdonabile calo di concentrazione, unico vero rischio in questa A per una Juve così nettamente superiore ai rivali. Alla fine gli ingressi di Dybala e Bernardeschi e il cambio di modulo hanno aggiunto poco o niente: la Juve ha peccato di supponenza e ne ha pagato le conseguenze, come sanno i piccoli (educatissimi) che hanno lasciato delusi l’Allianz.

E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date dalla Gazzetta Dello Sport :

Wojciech Szczesny 6: Primo tempo in tranquillità; nel secondo, si conferma con ottime risposte sulla pericolosità di Piatek. Non può nulla sul gol del pareggio.
Joao Cancelo 6,5: Cerca costantemente l’uno contro uno, conscio della superiorità e della capacità di corsa. In quella fascia fa ciò che vuole, è il padrone di se stesso. È il giocatore che risente meno il calo degli ultimi 45 minuti di gioco.
Medhi Benatia 5,5: Falloso nei contrasti di gioco e cartellino giallo a seguito; palla al piede non ha la dimestichezza di Bonucci, cala come molti altri agli inizi del secondo tempo e regala lo svantaggio.
Leonardo Bonucci 5: Sicurezza disarmante tramutata in apparente tranquillità, per tutto il primo tempo regala sogni tranquilli al reparto arretrato della manovra bianconera; ad inizio del secondo, perde lucidità regalando qualche svista di troppo, e ne risente tutta la prestazione.
Alex Sandro 6: Se il suo “avversario“ di ruolo spicca per l’incredibile avvio di campionato, il brasiliano non si fa certo trovare impreparato. Ad inizio secondo tempo, crea una ghiotta occasione sprecata dall’assenza dei compagni di squadra. Nel secondo tempo, cala la corsa e di conseguenza il rendimento.
Rodrigo Bentancur 5,5: Da qualche settimana, è costante nelle gerarchie di Allegri e ringrazia il mister con delle buone prestazioni. Il secondo tempo, però, porta malumori e qualche imprecisione di troppo.
Miralem Pjanic 5,5: Nel primo tempo crea un gran passaggio in verticale che porta Ronaldo vicino al vantaggio. Tranquillizza lo staff medico dopo lo scontro del primo tempo, ma non si può dir lo stesso della prestazione nel totale.
Blaise Matuidi 6,5: I suoi inserimenti in area di rigore offrono un forte vantaggio nell’azione offensiva della squadra. È il centrocampista più in palla del match, chiude le distrazioni dei compagni evitando spiacevoli sorprese. E difatti, alla sua uscita, la squadra ne risente.
Juan Cuadrado 5,5: Non brilla particolarmente, il colombiano svolge una buona prestazione al servizio della squadra nel primo tempo con una costante presenza sulla fascia, fino alla sostituzione.
Cristiano Ronaldo 6,5: Il primo squillo della Juve parte dai piedi del suo fuoriclasse al 10′ minuto, ma la prima vera occasione la crea al 13′ minuto, dove si divora la rete del vantaggio. Il portoghese non perdona se stesso e si prende una rivincita dopo nemmeno cinque minuti: la rete del vantaggio è sua. Meritatamente, sua. Alla Juventus non si dipende da niente e nessuno, vero, ma con un giocatore simile, è difficile crederci… tabellone dei marcatori compreso.
Mario Mandzukić 5,5: Viene richiamato più volte dal Mister per la poca presenza in area di rigore, dove non riesce ad incidere o rendersi pericoloso. Impreciso in alcune possibilità sottoporta, da salvare il colpo di testa su salvataggio di Radu, ma cala nel secondo tempo fino alla sostituzione.
Paulo Dybala 6: In pochi minuti dall’ingresso in campo, ha sui piedi la possibile palla del vantaggio, che non riesce a sfruttare.
Federico Bernardeschi S.V.: Entra a pochi minuti dalla fine, regala un buon impatto nonostante il resto dei compagni abbia staccato la spina.
Douglas Costa 5,5: sostituisce Cuadrado al 58′, non riesce a dare lo sprint in più per rivitalizzare le manovre di squadra.



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