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domenica 25 settembre 2016

Palermo-Juventus

Palermo-Juve 0-1, autogol di Goldaniga, per Allegri tre punti senza brillare

Con Dybala in panchina, i bianconeri fanno più fatica del previsto al Barbera, ma vincono e restano in testa: decide una deviazione del difensore rosanero su cross di Dani Alves, poi Mandzukic fallisce un paio di occasioni. Infortuni pr Rugani e Asamoah

Altro che prestazione a cinque stelle: nel giorno in cui Palermo fa il pieno di grillini per ospitare la kermesse del movimento pentastellato, la Juventus non brilla e raggiunge l'obiettivo grazie all'aiutino di un giocatore rosanero. Senza quello spericolato (e sfortunato) colpo di tacco nella propria area di rigore di Goldaniga, forse adesso staremmo raccontando di un altro 0-0 della Signora dopo quello di Champions con il Siviglia. Invece arriva la seconda vittoria di fila in campionato dopo il passo falso con l'Inter, manna degli dei in vista della trasferta di Zagabria di martedì. Il grande assente è Paulo Dybala, che non gioca neanche un minuto nel suo vecchio stadio. Senza di lui la Juve ha poche idee ed è molto meno pericolosa. Segnerà meno, però sa come far girare la squadra.  

Continua a essere una Juve dai due volti: quella del Barbera non è spumeggiante come delle ultime due partite casalinghe di serie A. Allegri sceglie la formula del doppio centravanti per far riposare Dybala e a sorpresa preferisce Dani Alves a Lichtsteiner. Il motivo è semplice: vuole aumentare il numero di cross per le teste di Higuain e Mandzukic e per questo affida le fasce al duo brasiliano. Il giochino però non riesce, perché l'ex Barça e Alex Sandro arrivano sul fondo meno rispetto al solito e perché le due punte fanno gli stessi movimenti. De Zerbi per il debutto casalingo sulla panchina del Palermo (nella sua prima al Barbera era squalificato) cambia quattro uomini rispetto al turno infrasettimanale, copia Allegri con la difesa a tre ma piazza due trequartisti dietro al centravanti Balogh, Chochev e Diamanti. I due danno molto fastidio alla mediana bianconera, lenta e poco tonica: Khedira e Pjanic non vanno mai a prenderli e il lavoro sporco in copertura tocca soprattutto a Lemina, che però sbaglia anche cose facili quando deve impostare. La Juve per mezzora non fa un tiro in porta. L'infortunio di Rugani convince il tecnico a passare a un anomalo 4-3-3 che con il passare dei minuti assomiglia più a un 4-4-2, con Cuadrado che fa l'elastico tra il centrocampo e l'attacco. Il cambio produce subito la prima azione da gol della partita: su azione di contropiede Higuain serve Lemina, Posavec respinge e Gonzalez mette in angolo. Meglio l'argentino di Mandzukic, male Pjanic nel ruolo di mezzala: Allegri gli lascia la libertà di muoversi ma lui non trova mai l'intuizione giusta. Che non sia la sua serata si capisce alla fine del primo tempo, quando il bosniaco si trova sul piede un pallone respinto dal portiere in uscita (dopo tiro in porta di Cuadrado) ma invece di stoppare e calciare accompagna la sfera tra le braccia del Posavec. 

Juve bruttina e con poche idee, che però trova il vantaggio al 4' della ripresa aiutata dalla fortuna: tiro cross di Dani Alves deviato di tacco da Goldaniga. La Juve si rivede dopo un quarto d'ora abbondante con un tiro di Mandzukic respinto in angolo. Poco dopo è sempre il croato, ancora a caccia della prima rete stagionale, a sbagliare un gol facile facile su suggerimento di Khedira. L'unica volta che Mario riesce a mettere il pallone in porta Valeri annulla perché lo pesca in fuorigioco (giusto). De Zerbi mette Nestorovski a posto di Balogh e aumenta la spinta, fino a chiudere la Juve nella propria metà campo. A sinistra Aleesami è una spina nel fianco bianconero. I rosanero ci provano fino alla fine: prova coraggiosa, forse avrebbero meritato qualcosina in più. La Juve, che chiude in in dieci per l'infortunio di Asamoah, torna a casa con 3 punti che fanno classifica e si riproietta sulla Champions League.

E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:

Gianluigi Buffon 6: Sicuro in presa, attento nelle uscite. I guanti li sporca, ma nessuna grande parata.
Andrea Barzagli 6,5: Lui fa sempre il suo dovere. Non eccelso, ma sicuro e concentrato. Doti che in queste partite tirate fanno sempre la differenza.
Leonardo Bonucci 6: Un giallo (evitabile) dopo pochi minuti. Poi amministra, senza commettere ingenuità.
Daniele Rugani 6: Dura meno di mezz'ora, poi lo scontro con Balogh e il problema al ginocchio. Aveva retto discretamente, brutta notizia per Allegri (Dal 31' Juan Cuadrado 5,5: Spinge e si appoggia, ma soffre la vivacità di Aleesami. Appena rientrato, sarà utile). 
Dani Alves 7: Gioca più palloni di tutti, recupera, imposta, mostra personalità e trova il tiro fortuito con il quale la Juventus passa in vantaggio. Un vincente nato. (Dal 85' Giorgio Chiellini S.V.)
Sami Khedira 6: Nessun inserimento veramente pericoloso, qualche errore di troppo, ma un pallone splendido, che Mandzukic spreca.
Mario Lemina 5,5: In interdizione si fa valere. I problemi arrivano quando deve impostare e lanciare. Non serve a molto recuperare il pallone se poi lo si riconsegna agli altri.
Miralem Pjanic 5,5: No, non ci siamo. Mezz'ala libera, ma senza decisione e senza grandi idee. Tenero e quasi svogliato. Deve dare molto, molto di più se vuole giocare sempre titolare nella Juve. (Dal 68' Asamoah 5,5: Entra e sbaglia subito due passaggi. Fatica a trovare ritmo e si infortuna) 
Alex Sandro 6: Uno dei pochi che sembra almeno in forma. Nulla di trascendentale, ma qualche buona discesa.
Gonzalo Higuain 5,5: Poca intesa con Mandzukic. Un tiro murato, qualche apertura. Prova opaca nel complesso.
Mario Mandzukic 6: Gioca di sponda, prettamente aerea. Va al tiro due volte nella ripresa, ma trova un grande Posavec. La sua caparbietà e la voglia di far bene non si discutono mai.


 

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