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domenica 2 settembre 2018

Parma-Juventus


Parma-Juventus 1-2: gol di Mandzukic, Gervinho e Matuidi

Ancora a secco Cristiano Ronaldo. Traversa di Stulac, palo di Douglas Costa. Dybala in campo soli 10', i bianconeri sono in testa a punteggio pieno

Il deejay dello stadio Tardini nel prepartita manda a tutto volume la Marcia Trionfale dell'Aida – Giuseppe Verdi assieme alla musica da discoteca, è pur sempre sabato sera – ma nella terza vittoria della Juventus c'è poco trionfo. Più che una marcia, è stata una battaglia di trincea. Parma-Juventus finisce 1-2 con due gol spediti da Mosca: Mandzukic per il vantaggio e Matuidi per il secondo allungo, le due M della finale del Mondiale. Allegri va a 9 punti, abbastanza per una sosta da capolista, ma rischia di passare due settimane di pensieri come Cristiano Ronaldo, ancora senza gol, meno pericoloso rispetto alla "prima" col Chievo.
Non che ci sia qualcuno in ritardo - lo stadio è quasi pieno già per il riscaldamento – ma Mandzukic punisce chi non arriva puntuale: dopo meno di due minuti segna un gol strano. Su un cross da destra di Cuadrado, il suo colpo di testa rimpalla su Iacoponi e resta lì, per aria. Sepe non esce e Marione, solo solo, non si sottrae alla deviazione. Qualcuno pensa sia già finita, ma sottovaluta la grande anima del Parma e i problemi difensivi della Juve settembrina. I bianchi mettono in fila tre pericoli e alla fine pareggiano. Pericolo uno: una percussione di Gervinho, che apre le acque in zona-Chiellini, con salvataggio disperato di Cuadrado su Di Gaudio. Pericolo due e tre: due tiri di Stulac su cui la Juve si salva con la traversa e con uno Szczesny insicuro. Al minuto 33, il gol: Gervinho mette in porta un cross di Gobbi deviato da Inglese e apre il carnevale della famiglia in tribuna. Pensiero istintivo: la Juve, in dieci con Cuadrado infortunato a bordo campo, ha concesso ancora spazio, come una squadra distratta. Allegri lo sa e forse va all'intervallo felice, perché a fine primo tempo arrivano due pericoli… E il contropiede Gervinho-Rigoni, con Cuadrado pessimo in fase difensiva, mette decisamente più brividi di una giocata più tiro di Bernardeschi respinta da Sepe.
Il secondo tempo si apre con un paio di azioni made in Ronaldo e un tiro (alto) di Khedira dopo cross di Alex Sandro. La Juve però non segna, così Allegri va sul sicuro: dentro Douglas Costa, lo spacca-partite. Probabilmente è un caso, ma al 13’ Matuidi fa 2-1 con un gran sinistro sotto la traversa, alla fine di una azione di Alex Sandro nobilitata da un tacco di Mandzukic. La partita, ovviamente, così cambia ancora e da un lato la Juve rischia di allungare con Douglas Costa – grande palo a 20’ dalla fine – ma dall’altro il Parma si dimostra vivo. Un tiro-cross di Inglese, con Szczesny ancora incerto, fa vibrare di speranza il Tardini e nel finale lo stadio urla. Szczesny, però, rischia poco o nulla.
Cristiano ha cercato tanto il gol, più che nelle prime due partite, ma è rimbalzato contro i difensori del Parma, schierato con due linee davanti a Sepe. Ha giocato tanto al centro nel primo tempo e parecchio sulla sinistra nel secondo, soprattutto è sembrato sfortunato, fuori tempo, quasi prigioniero di una maledizione. È andato vicino al gol con un colpo di testa uscito di un nulla, poi non è arrivato su un tocco di Khedira e ha messo fuori un piatto per lui non complicato. Nel finale è entrato anche Dybala, alla seconda panchina consecutiva, che ha ricomposto il Dybaldo. Nel complesso però Paulo ha vissuto una partita numero 100 in A con la Juve anonima.
Il Parma, in tutto questo, va a casa speranzoso: si temeva una goleada, è stata una bella partita. Soprattutto, D'Aversa ha avuto buoni segnali da un paio di uomini chiave. Stulac si è confermato calciatore di livello – "calciatore" in senso letterale, è uno dei migliori tiratori da lontano della Serie A – e soprattutto Gervinho ha giocato un'ora vecchio stile, come ai tempi della Roma. Il turbo, anche dopo il viaggio di due anni in Cina, è ancora attivo.

E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:

Wojciech Szczesny 6: Sotto la pioggia del Tardini, non mette in mostra la versione più sicura di sé stesso. I riflessi non sono tirati a lucido, ma se la cava.
Juan Cuadrado 6: Uno dei voti più difficili della serata. Perché è vero che spinge alla grande e offre a Mandzukic il cross per l’1-0, ma in difesa si fa saltare spesso e volentieri. Ci mette due chiusure in avvio, nel complesso però soffre. Siamo buoni.
Leonardo Bonucci 6: Soffre leggermente nel finale quando il Parma inserisce la seconda punta, per il resto controlla abbastanza bene Inglese.
Giorgio Chiellini 5,5: Gervinho lo prende di mira in avvio di gara e se la vede brutta. L’ivoriano lo sorprende anche sull’1-1. Non la serata migliore.
Alex Sandro 6: Gervinho cambia presto fascia e così può dedicarsi alla spinta. Lo fa con ordine, ma senza picchi.
Sami Khedira 6: Mezzo punto in meno per il rigore in movimento fallito in avvio di ripresa. A centrocampo, però, accetta la battaglia e non sfigura.
Dal 35’ st Paulo Dybala S.V.: Entra a gara virtualmente chiusa.
Miralem Pjanic 5,5: La peggior partita nel suo inizio di stagione. Fatica sulle ripartenze crociate e sui ritmi alti. Esce per non rischiare vista l’ammonizione già ricevuta.
Dal 28’ st Emre Can S.V.: Entra per gestire.
Blaise Matuidi 7: Con Mandzukic, è il migliore della Juventus. Si allarga, copre e alla fine segna anche il gol decisivo. Difficile chiedere di più.
Federico Bernardeschi 5: Si accentra sempre, però non risulta quasi mai pericoloso. Dopo essersi guadagnato un giallo ingenuo per una simulazione, spreca anche un contropiede facile. Allegri capisce e lo leva.
Dal 10’ st Douglas Costa 6,5: Entra e l’assedio della Juventus acquisisce enorme verve. Non a caso, dopo 3’ è già gol. Colpisce un palo clamoroso.
Mario Mandzukic 7: Un gol dopo nemmeno due minuti, un assist di tacco per Matuidi. In mezzo, la solita dose di corsa, grinta e utilità. In attesa di un CR7 versione cecchino, Allegri ha già ritrovato il proprio scudiero.
Cristiano Ronaldo 5,5: È sempre al centro dell’attenzione, tira 8 volte e centra lo specchio soltanto in un’occasione. Fallisce una comoda occasione in avvio di ripresa. Pur non dimenticando che i margini di crescita sono enormi, evitiamo i trattamenti di favore in sede di giudizio.




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