Juve-Sampdoria 4-1: doppio Chiellini, gol di Mandzukic, Schick e Pjanic
Bianconeri sul 2-0 dopo 9' con Mandzukic e Chiellini, nella ripresa segnano Schick, Pjanic e ancora il difensore. Infortunio ad Evra
Tutto è tornato al proprio posto: la
certezza di poter dominare e la fiducia che domani si potrà solo
migliorare, anche se la Roma è lì a un’incollatura. Insomma, la Juve si è
ripresa la dimensione naturale: prova energica e trame discrete in una
partita comunque facile. Il 4-1 finale contro una Samp a due facce è
luminoso, anche se qualche piccola penombra si vede sempre.
Pareva l’ora di cambiare, di sterzare verso strade ignote, ma di 3-5-2
si continua a vivere (e a vincere). Per questo Allegri, nonostante gli
infortuni e l’ammaccatura rimediata a San Siro, ha vestito la Juve del
solito abito: allo Stadium la mediana è quella pensata per essere
titolare, con in mezzo Marchisio, tornato dopo sei mesi e già sontuoso,
tra Khedira e Pjanic. Oltre al doppio centravantone, la novità è il
centrale di destra nella difesa a 3. Rugani? Barzagli? Benatia? No, c’è
l’uomo che ha galoppato sulla fascia del Barça per anni, un produttore
seriale di assist relegato a marcatore basso: Dani Alves ha piedi e
cervello fino per occupare il ruolo. Certo, alcuni tocchetti in meno
sarebbero graditi: in uno regala la prima occasione alla Samp con tiro
di Budimir e miracolo di Neto, per una sera vice-Buffon.
Allegri ha avuto fegato, ma niente in confronto a quello di Giampaolo
che ha giocato a sudoku: dal centrocampo in su, 5 cambi su 6 rispetto al
derby da favola col Genoa. L’unico sopravvissuto si chiama Barreto, ma a
far rumore è l’azzardo nella coppia d’attacco: niente
Quagliarella-Muriel, dentro Budimir-Schick. Nel primo tempo la Samp è
pallida, timidissima, per l’avvio sprint della Juve con una bella
manovra avvolgente. Anzi, i bianconeri tirano dal cassetto un vecchio
arnese in disuso da queste parti, il cross: su uno di Cuadrado, oggi in
versione super, ecco in avvio la prima rete della stagione di Mandzukic.
Poi, subito un’altra zuccata-gol di Chiellini su calcio d’angolo.
Importante che il croato si sia sbloccato: servirà parecchio nei tempi
duri che stanno arrivando, senza Dybala e Pjaca. In più, per una sera,
ha sgravato un opaco Pipita delle faticacce in difesa e ha regalato pure
qualche assist a cui non aveva abituato.
Con un 2-0 nello zaino dopo 9 minuti il resto poteva essere accademia e
prove generali in vista della doppia sfida allo Stadium contro Napoli e
Lione. L’infortunio di Evra al polpaccio sinistro, l’ennesimo di questo
periodo disgraziato, è stata la prima notizia brutta che ha complicato
la serata nel primo tempo. Poi, nella ripresa, il gol dell’1-2 di
Schick, su un brutto pallone perso da Chiellini e una grossolana dormita
della difesa, ha messo un po’ di pepe alla gara e di ansia ad Allegri. A
quel punto Giampaolo ha pure fiutato l’aria di un insperato ribaltone e
ha subito buttato dentro Muriel e Quaglia (applaudito dai suoi ex
tifosi). Mossa inutile perché, dopo qualche occasione sbagliata per
sufficienza, ecco il 3-1 di Pjanic dopo un’azione flipper. Nel finale il
4-1 di testa di Chiellini a rendere il tutto più rotondo. Gli applausi
potenti per il cambio di Marchisio (al suo posto Lemina) e per
l’ingresso in campo di Asamoah, però, fanno capire che da queste parti
aspettano solo di riabbracciare gli infortunati. Visti i chiari di luna,
servirà tempo e pazienza per rivedere la rosa al completo: nell’attesa,
la Signora continui a battere le sue care strade.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:
Norberto Neto 6: Super parata su Budimir nel primo
tempo ma non è preciso sulle uscite alte. Si scontra spesso con i suoi
difensori, ovviamente non ha la stessa intesa che ha Bufon con il suo reparto arretrato.
Dani Aaves 6: Gioca interno destro in una difesa
tre e non è facilissimo per lui adattarsi a quel ruolo. Rischia forse
troppo in fase difensiva, ma è positivo il suo spirito di squadra.
Leonardo Bonucci 6,5: Preciso come al solito a guidare la difesa, presente anche con qualche ottimo lancio dalle retrovie.
Giorgio Chiellini 7: Torna in campo
dall’infortunio e timbra subito il cartellino. Suo l’errore che regala
il gol alla Samp, ma è sempre lui a segnare i gol del 2-0 e del 4-1
finale con le sue solite - immarcabili - incursioni sui calci piazzati.
Juan Cuadrado 7: Nel primo tempo è devastante
sulla fascia destra dove Regini e Barreto possono fare ben poco su di
lui. Nella ripresa Giampaolo gli mette Praet in marcatura, e il
colombiano non riesce più ad avere lo stesso ritmo.
Sami Khedira 6,5: Solita sostanza in mezzo al
campo. Nel primo tempo lo si vede dappertutto e cerca anche il gol,
lavoro più oscuro nella ripresa.
Miralem Pjanic 7: Imposta, lancia, verticalizza. Il bosniaco è tutto fare contro la Sampdoria,
portando a casa anche un assist e un gol. Che bello vederlo giocare
quando è in partita e quando viene utilizzato nella sua posizione
ideale. (dall’82’ Kwadwo Asamoah s.v.: Ritorna ad un mese di distanza dalla sua ultima gara in campionato, riuscirà ad avere continuità?)
Claudio Marchisio 6,5: Dà tanta tranquillità e
geometrie al reparto di mezzo. Non è ancora al top ma con la sua
presenza in campo, quella vista, è sicuramente un’altra Juventus. (dal
72’ Mario Lemina s.v.: Entra quando il match è già incanalato verso la vittoria della Juventus, normale amministrazione).
Patrice Evra 6: Non è devastante come Cuadrado
dall’altra parte, ma si fa comunque vedere in fase offensiva. Dalle sue
parti non ci sono pericoli. (dal 40’ Alex Sandro 6,5:
Alterna molto bene fase offensiva e difensiva, anche lui si spende molto
sulla fascia senza lasciare scoperto l’out di sinistra).
Mario Mandzukic 7: E’ tornato il guerriero, più
carico che mai. Al primo tentativo segna il primo gol della stagione ma
fa anche tanto altro: il croato cerca sempre l’intesa col compagno
d’attacco Higuaín ed è prezioso anche in fase difensiva sulle palle
inattive.
Gonzalo Higuain 5,5: I movimenti sono quelli giusti e
l’intesa con Mandzukić sembra buona. Tanti, però, troppi, gli errori
sotto porta con l’argentino sicuramente non lucido nell’area avversaria.
Forse gli sarebbe servito un turno di riposo, ma Allegri non poteva
permetterselo.
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