Juventus-Udinese 2-1: Dybala fa doppietta, Allegri a +5 sulla Roma
L'ex Delneri spaventa lo Stadium con Jankto, poi si scatena l'argentino: magia su punizione e raddoppio su rigore. E i bianconeri allungano in testa alla classifica
Turnover, abbondante. Prestazione, deludente. Juventus, comunque vincente. Tradotto: l’obbiettivo è stato centrato senza entusiasmare. Come da mantra allegriano la Juve ha “rubacchiato” un punto in più sul secondo posto e può guardare con più tranquillità alla Champions. Ma la vittoria in rimonta contro l’Udinese non ha sparso certo sorrisi allo Stadium: senza parecchi titolari si rischia di complicare anche certi (apparenti) comodi arrivi in volata. Soprattutto se dall’altro lato Delneri predica già bene in patria.
L’assenza di Chiellini ha aiutato all’inizio a rimescolare le carte nel mazzo di Allegri: durante l'allenamento di rifinitura, risentimento muscolare alla coscia sinistra e settimo infortunio di un dannato 2016. Per questo, convocato Bonucci e dentro Evra, cambiando modulo con qualche alchimia curiosa: Lichtsteiner rimette i vecchi abiti di terzino nella difesa a 4, e a 4 è pure la mediana senza Pjanic e Khedira. C’è Cuadrado ala e, dall’altro lato, un Alex Sandro che si accentra per lasciare campo libero alle spalle ad Evra più Lemina un po’ impacciato da mezzala. Insomma, una certa confusione iniziale, visto che Delneri risponde con ordine e ripartenze velenose. Il suo 4-5-1 propositivo e spesso tendente al 4-3-3, senza le solite barricate viste e riviste allo Stadium, paga. E non solo perché Jankto, interessante interno dell’Under 21 ceca, sfrutta un doppio regalo di Hernanes e Buffon per segnare l’1-0 alla mezz’ora. Anzi, già prima del gol, l’Udinese era riuscita a distendersi più volte, accorciando e allungandosi all’occorrenza, grazie alle incursioni Theraeu e De Paul. Nella prima metà della Juve, invece, insoliti scricchiolii e un gol divorato da Mandzukic, ancora incapace di sfruttare le poche chance che gli concederà la voracità del Pipita in questa stagione. Certo, la differenza di qualità è evidente e serve il piedino incantato di Dybala a rimettere in pari su punizione prima dell’intervallo.
Il ritorno alla coperta calda della difesa a 3 aiuta a ripartire in velocità, ma la novità della ripresa è anche la coppia Cuadrado-Dybala a supportare Mandzukic in un tridente più estroso. Ma è un regalo di De Paul in area, classico fallo di un attaccante disabituato a difendere nella zona rossa, a regalare il rigore e la doppietta di Dybala. L’argentino, il migliore per distacco, pare proprio la bella notizia della serata: più vicino alla porta, anche senza fare clic con Higuain, è un’arma letale. Dalla metà della ripresa, poi, la coppia si è ricomposta con l’ingresso del Pipita, in generale più pericoloso del croato. Ma Delneri è tornato a Torino con atteggiamento sbarazzino e voglia di stupire: difatti, Zapata porta grattacapi a lungo dalle parti di un Buffon. Il portierone è ancora insicuro, nonostante i cori e gli striscioni dello Stadium, ma alla fine è lui a salvare su un colpo di testa ravvicinato del solito colombiano. Pure l’ingresso di Perica, che aveva già punito il Milan a San Siro, ha procurato qualche brivido di troppo. A Lione servirà altro, in primis la qualità dei titolari.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:
Gianluigi Buffon 5,5: Due errori nel giro di una settimana: signori, anche Gigi Buffon è un umano. Questa è una notizia. Il gol del vantaggio dell’Udinese arriva con la sua evidente complicità. Poi però nel finale si riscatta con un intervento attento su Danilo.
Stephan Lichtsteiner 5,5: Il ritorno a un 4-4-2 da cui non giocava dai tempi della Lazio manda un po’ in confusione lo svizzero che finisce spesso con l’accentarsi troppo, mandando su tutte le furie Allegri.
Medhi Benatia 6: Buon ritorno dopo un mese fermo
per i problemi all’adduttore. Nel primo tempo a 4 soffre un po’ la
scarsa copertura del centrocampo, poi sale nella ripresa col passaggio a
tre. Dal 70’ Leonardo Bonucci 6: Ordinaria amministrazione in un finale senza troppi brividi.
Patrice Evra 6: Buona fase difensiva, minor
spinta. D’altra parte però sulla sua c’è Alex Sandro e il francese
delega i compiti al compagno più avanzato.
Juan Cuadrado 6: Buona partenza con un primo tempo
dove è probabilmente stato uno dei due migliori della Juve, ripresa
caratterizzata da un po’ troppe sbavature in fase offensiva e di
finalizzazione.
Mario Lemina 5,5: Ha il merito di
conquistarsi il calcio di punizione che vale a Dybala il fondamentale
gol del pareggio prima dell’intervallo. Per il resto però è penalizzato
da un modulo che non ne premia le caratteristiche di gioco.
Hernanes 5: Lentissimo. E’ chiamato a
impostare ma nel traffico e nella buona attenzione della mediana
dell’Udinese fa una fatica folle a ritrovarsi. Perde la palla per il gol
del vantaggio friulano, sbaglia parecchi suggerimenti, spesso anche
semplici. Un passo indietro, due avanti, uno indietro e via così.Samba.
Alex Sandro 6,5: Una delle poche note
positive della serata juventina. Ormai è una certezza: spinge, crossa,
si conquista il rigore. In pole per un posto da titolare anche in
Champions.
Paulo Dybala 7,5: Come si spiega fin qui il
primato della Juve? Con i fuoriclasse, che servono a risollevare serate
così. Se non è Higuain è Dybala, che da Zagabria in poi è tornato il
protagonista assoluto di una squadra più che mai dipendente dalle sue
giocate. Concetto palesatosi chiaramente nella partita di stasera dove
ogni pericolo offensivo bianconeri è nato o morto dai suoi piedi. Faro. Dall’82’ Stefano Sturaro s.v.
Mario Mandzukic 5: In Nazionale spacca le porte,
ma in maglia bianconera è da più di 400 minuti a secco in campionato.
Perché se è vero che ormai per un’attaccante non si guarda più solo a
quello, altrettanto lo è che non si può nemmeno dimenticare questo
‘dettaglio’. Bloccato.
Dal 66’ Gonzalo Higuain 6: Dopo
20 secondi in campo, col diagonale che vale un corner, è già riuscito a
far meglio dello spento Mandzukic. Anche in una serata dove la Juve poi
lo serve assai poco il concetto è sempre lo stesso: se hai Higuain,
gioca Higuain.

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