Juventus-Inter 0-0: traversa di Mandzukic, resistono i nerazzurri
Per Mandzukic le occasioni migliori, ma il portiere dell'Inter non concede nulla. Domani il Napoli può tornare primo
“Vostro onore, la giuria non è arrivata a un verdetto unanime”. Non ci sono condannati, non ci sono prove schiaccianti, Juve-Inter non sposta gli equilibri. Allo Stadium finisce 0-0, ma forse il pareggio un verdetto lo porta con sé: l’Inter resta fra gli indiziati per lottare fino alla fine per lo scudetto. Non era scontato. Ad Allegri non riesce la “mandrakata” di battere due capolista in una settimana: imposta la gara per incartare l’avversario e poi fa scatenare i suoi nel secondo tempo, quando la Juve si fa preferire, ma senza sfondare.
Il peso della vittoria mancata peserà forse, rivisti gli highlights, su Mandzukic, che ha 3-4 occasioni buone in una gara che ne vede poche: la migliore per l’Inter è un tiro di Brozovic al minuto 84. Con un Mandzu in formato Icardi, la partita avrebbe preso altre strade, ma con Benatia e Chiellini appena meno attenti di stasera (in cui le hanno prese tutte) il numero 9 interista avrebbe avuto almeno una chanche. Non è stato uno spettacolo pirotecnico, il derby d’Italia, ma un test di solidità. Passato da entrambe. Per le emozioni e le giocate, invece, ripassare. L’ingresso di Dybala, per un quarto d’ora, è accolto con un’ovazione, ma Paulo darà poche Joye.
La rinuncia iniziale al numero 10 permette ad Allegri di schierare una formazione ancora più ordinata e compatta in fase difensiva: un 4-5-1, con a turno un centrocampista centrale che esce su Borja quando lo spagnolo ha palla. Così la Juve chiude tutto: non è un bus parcheggiato in area, ma è un bus messo di traverso, e acceso, sulla trequarti difensiva. Il risultato è che l’Inter non si fa viva dalle parti di Szczesny fino al 56’ (Icardi in area, tiro ribattuto da Benatia con richiesta rigore), mentre i bianconeri riescono ad aggirare la squadra di Spalletti, altrettanto compatta, solo sull’asse Cuadrado-Mandzukic: per due volte, in apertura e chiusura di tempo, un cross da destra del colombiano trova il croato sul secondo palo. Al 9’ Mandzu è solo, ma si fa parare il tiro di sinistro e indirizza male il colpo di testa (libera Miranda); al 45’ sovrasta D’Ambrosio di testa, ma trova la traversa.
La Juve torna dagli spogliatoi con più “licenza di offendere”, e lo fa con il solito straripante Cuadrado, ma anche sfruttando la proficua collaborazione fra Matuidi ed Asamoah. Arriva più volte al tiro, ma nulla che davvero faccia tremare Handanovic (se non un quasi autogol di Perisic in copertura). L’Inter vede una giornata di inatteso sciopero delle sue fasce, a partire dal fu-stakanovista Candreva: senza gli sbocchi esterni, con Brozovic rifinitore che si accende solo per brevi tratti, tutto passa da Borja Valero, che per un’ora le prende e le gestisce tutte (poi, inevitabilmente, cala). Secondo 0-0 in casa delle grandi (dopo Napoli), più vittoria a Roma: Spalletti continua da imbattuto, primo anche a fermare l’attacco bianconero. Non poco, comunque.
E adesso le pagelle dei singoli giocatori della Juventus date da eurosport.it:
Wojciech Szczesny 6: Prende nuovamente il posto di Buffon. Serata molto tranquilla, nessuna parata degna di questo nome.
Mattia De Sciglio 6: Contro Perisic poteva andare in difficoltà. Invece, lo contiene bene, complice la scarsa vena dell’avversario diretto.
Medhi Benatia 6,5: Confermato nuovamente titolare si fa subito ammonire, ma è bravo a non farsi condizionare. Sul presunto fallo di mano invocato da Icardi, fa bene l’arbitro a propendere per l’involontarietà.
Giorgio Chiellini 7: Il suo ritorno è brillante. Attento, reattivo, spazza e chiude sull’unica chance concessa nel primo tempo dai suoi compagni. Festeggia così il traguardo delle 450 partite con la maglia della Juventus in tutte le competizioni.
Kwadwo Asamoah 6: Partita divisa in due. Bene in fase offensiva, ma gli svarioni in quella difensiva sono un lusso eccessivo concesso all’Inter.
Sami Khedira 6: Tenta delle conclusioni dal limite, con un diagonale va vicino al gol. Gara di gestione senza squilli (dal 75’ Paulo Dybala 5,5: Entra con l’entusiasmo di uno studente il lunedì mattina. Comprensibile ma fino a un certo punto, la scelta di Allegri fa riflettere).
Miralem Pjanic 6,5: Qualche errore in termini di palle perse, ma sale in cattedra nella ripresa con le sue geometrie. Sui piazzati poteva fare di più (dall’85’ Rodrigo Bentancur s.v. ).
Blaise Matuidi 6,5: Prestazione di corsa, recupera palloni e si conferma un giocatore generoso. Se ne fa scippare uno da Vecino, ma ci può stare.
Juan Cuadrado 7: La variabile impazzita della Juventus, l'uomo della superiorità numerica sulla destra e degli uno contro uno vinti contro Santon. I suoi cross sono precisi e ben calibrati e diventa il miglior uomo assist per Mandzukic. Se gli altri non concretizzano, il colombiano non può farci granché. Spina nel fianco.
Gonzalo Higuain 5,5: Nervoso nel primo tempo, cresce nella ripresa in termini di aiuto alla squadra e rifornimenti per Mandzukic e Cuadrado.
Mario Mandzukic 6: La prima doppia occasione è sua e colpisce una traversa di testa al termine della prima frazione. Abile anche in copertura, è quello che va più vicino al vantaggio ma resta la pecca della poca lucidità in area di rigore.
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